Apr
19
2017

I Lach

I Lach. E tutti subito: ah dal laghetto! No, non proprio.
Ma allora, perché si chiamano così, le vaste lande sotto al Monte Pelmo che precedono il Rifugio Venezia?

Dopo un’oretta di faticosa ma breve salita dal paese di Coi (1494 m) tra viali di larici colmi di licheni e muschi uno più bello dell’altro…

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fontane e acqua corrente freschissima….

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cervi che brucano via con gusto dal terreno l’erba appena spuntata, baite sotto il sole…

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Paesaggi sul Civetta…

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Cocole (pigne) mangiucchiate dagli scoiattoli…

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Eriche selvatiche, fuscoin (cespugli) di rododendri prossimamente in fiore e mughi…

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Eccoci qui finalmente! Ai Lach (1981 m)!

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Il terreno è paludoso, tanti piccoli specchi d’acqua riflettono il cielo e il bianco luminoso della neve sulla cima del Civetta. Salgo sopra il sentiero e stendo una felpa per terra, sull’erba secca e morbida di fine inverno. L’aria fresca che scende dalla parete del Pelmo alle mie spalle mi fa rabbrividire mentre mi siedo.

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E’ uno spazio vasto, pieno di fascino. Che siano questi i Lach, quest’acqua che si increspa e trema in superficie ogni alito di vento?

“L’origine della depressione de “i Lach” è spiegabile col fatto che un piccolo ghiacciaio, avente come zona di origine La Fessura, ha deposto un argine morenico verso valle impedendo il deflusso delle acque e determinando un ristagno, cioè un lago”.

Un’area lacustre nel tempo riempita da sedimenti, i Lach rappresentano un biotopo torboso di grande pregio, che dà ospitalità a libellule, tritoni e rane.

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Penso a quando passeranno inosservati quest’estate, quando il sole farà crescere l’erba e nasconderà a chi non si sofferma la vera natura di questo piano. A quando il mistero dei leggendari Lach si ripeterà rafforzandone la straordinaria magia.

[Fonte citazione: “I sentieri parlanti” applicazione gratuita per mobile realizzata dal Cai Veneto in collaborazione con la Regione Veneto e la Fondazione Dolomiti Unesco, molto utile per percorrere alcuni itinerari come l’Anello del Pelmo conoscendone le caratteristiche geologiche, storiche e paesaggistiche].

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2 commenti

Davvero un posto magico! una meta che anche nelle giornate più affollate di agosto regala momenti di assoluta solitudine, basta scostarsi un pò dal sentiero e il gioco è fatto 🙂

Sì, perfetto tra l’altro per tutte le stagioni! D’inverno è meta di ciaspolate, d’estate, in autunno e primavera è l’ideale per il relax… bellissimo!

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