Giu
27
2014

Val di Zoldo: bellezza porta bellezza

La bellezza delle Dolomiti talvolta si nasconde nel cuore della sua gente. E qualche volta esplode, si manifesta, diventa viva e si trasforma in un’opera d’arte. Alcuni dicono che quando si nasce e/o si cresce in un ambiente circondato dalla bellezza, sia più facile essere predisposti a creare e a produrre nuova, fresca bellezza. Basti pensare a quanti straordinari esempi abbiamo in Italia: il Bel Paese, terra di grandi artisti, da nord a sud. Mi piace pensare che non sia un caso quando talento e creatività trovano espressione in luoghi meravigliosi…. e succede anche tra Pelmo e Civetta.

Le Dolomiti sono custodi di veri e propri tesori che meritano di essere portati allo scoperto, per permettere a tutti di poterne fruire. Non è questa d’altronde un po’ la natura dell’arte? Bellezza porta ad altra bellezza.

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Un esempio di ispirazione montanara? Eccolo: in Val di Zoldo si può sentir parlare di un maestro liutaio. Una personalità, per chi lo conosce, riservata, ma allo stesso tempo geniale. Ideatore e autore di strumenti musicali perfetti, di notevole bellezza, scultore, intagliatore e architetto. Un artista, de chi veri che no ‘n nas pì! (di quelli veri che non ne nascono più!), così mi avevano riferito. Immaginate la curiosità, la voglia di conoscere i lavori nati dalle mani di questa persona, decantati da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vederli. Immaginate adesso di poterli vedere, approfondire la loro storia, le tecniche che hanno portato alla loro ultimazione da parte dell’artista.

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strumento musicale creato da Renzo Lazzarin – foto di Giulio Mattiuzzi

Un po’ di tempo fa c’è stata anche un’esposizione dal titolo “Note sulle ali di una farfalla“. La mostra proponeva alcuni esemplari inediti di strumenti musicali a corde creati dall’architetto Renzo Lazzarin, maestro liutaio originario di Bragarezza.

Mandole e mandolini principalmente, ma anche chitarre e altri strumenti, con intarsi unici e originali, in qualche caso composti anche da mille minuscoli pezzi. La farfalla del titolo richiama proprio il particolare di un mandolino, variegata, perfettamente simmetrica, come quelle create dalla natura.

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Renzo Lazzarin nel suo laboratorio- foto di Giulio Mattiuzzi

La farfalla, delicata e leggera, sembra rappresentare la musica stessa, permettendo ai sensi di diventare una cosa sola: bellezza del suono e delle immagini… bellezza che produce e celebra altra bellezza appunto!

Sono queste le curiosità che continuano a stupire anche me che vivo da sempre fra queste montagne…. dall’incontro con le persone si possono scoprire molte cose insapettate…

La Val di Zoldo è un luogo da scoprire e il buon tempo non basta proprio mai….  più esploratori ci saranno e più le scoperte potranno essere condivise… il fine è che la bellezza cresca e si diffonda…. quindi venite!

 

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