Ago
20
2015

Piccolo Anello Zoldano: tappa 1

Ci siamo, oggi si comincia l’anello.

Sono giorni che prima di andare a letto, mentre mi trascino verso la camera, mi appoggio alla credenza e prendo in mano la guida… realizzo solo ora che ho sempre e solo aperto la cartina, soffermandomi sulla lunghezza del cammino e sulle tonalità di verde e marrone per cercare di comprenderne i dislivelli … senza leggere nemmeno una descrizione. Mi piace dedicare, un minuto o un’ora della mia serata, a fare qualcosa a mente libera, senza pensarci troppo, un intervallo di cervello a briglie sciolte… siamo già così veicolati dall’etere e sensibili ai più infondati condizionamenti…

Faccio una colazione da alpino ibrido, un mix di Longarone e New York : del pane tostato che salta dal mio nuovo tostapane della SMEG, uno strato di burro d’arachidi e uno di marmellata della mamma, caffelatte e fiocchi d’avena. Come calorie ci siamo ma senz’altro mio nonno, alpino vero, farebbe eco con un’imprecazione nella ‘Val del Grisol’ davanti ad una simile visione… mi illudo che, parlandogli dell’anello che sto per cominciare, mi metterebbe nello zaino un frutto del suo campo per la merenda, emblema di un tacito e dolce perdono… In realtà siamo il risultato del bagaglio genetico e trasportato nei viaggi fisici e mentali che abbiamo scelto di intraprendere fino ad oggi. Sicuramente cominciare un viaggio, di qualsiasi natura si tratti, può spaventarci ma il concetto di stare fermi, personalmente, mi ha da sempre spaventata molto di più.

ambra_tabia

Questa è la prima delle sei tappe, siamo a Forno di Zoldo. Parcheggiamo di fronte alla ‘Pizzeria Camino Nero’ e beviamo un caffè. Siamo in tre: un esperto di montagna, una mediana ed… io!
Si parte… attraversiamo il ponte sul torrente Maè e, superato Palazzo Favretti, seguiamo la segnaletica. Il sentiero è in pendenza ma la giornata è fresca quindi iniziamo a salire. Stiamo andando verso Pralongo, passando per la località di Prà Toront. Vediamo le case e il centro di Forno dall’alto. Superiamo ruscelli e camminiamo nel bosco: i tratti più impegnativi sono al riparo dal sole e questo lo rende un percorso davvero piacevole, sia per il corpo che per la mente.

ambra_blog

Andrea comincia a raccontarci la sua passione per le piante, sono già pronta ad ascoltare (e dimenticare) nomi in latino, come fosse un mio consueto giovedì sera davanti ad una puntata di Super Quark (ne approfitto per salutare Piero Angela che chiaramente mi segue sempre… ). Mentre parliamo l’esperto mi stupisce: a lui non interessano i nomi in latino, ci spiega che alcuni li conosce e altri li considera impronunciabili… (wow!) mi rincuora. Ci racconta che il suo interesse non è rappresentato tanto dal singolo esemplare, dal nome o dall’origine… lui ama comprendere come le diverse piante, nella loro imposta coesistenza naturale, si ripartiscano i territori e le stagioni, come combattano per le zone di sole e di ombra, di acqua e di secco. Mentre lo ascolto, mi sembra di rivivere una scena di Twilight, quando Bella, diventata ormai vampiro, guarda la natura con occhi diversi, riuscendo a rallentare ogni movimento della flora e della fauna intorno a lei. Sicuramente non è così (e vi tranquillizzo dichiarando che sono al corrente che il film non è tratto da una storia vera) ma mi guardo intorno cercando di dare un senso alle posizioni di alcune piante, tentando di classificarle per dominanza.

prato_ambra

Mentre immagino lotte greco romane tra margherite e ‘non ti scodar di me’ e scatto qualche foto, ci ritroviamo a Pralongo dove imbocchiamo la strada verso Colcervér. Ci sono due sentieri che potrebbero portarci alla meta: scegliamo quello naturalistico, che si sposa perfettamente con la puntata di oggi sull’ecosistema e i microorganismi … Siamo quasi arrivati, davanti a noi intravedo il caratteristico borgo… la camminata volge al termine.

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Bene… abbiamo terminato il primo percorso, mi ritengo soddisfatta. Siamo partiti e le altre 5 tappe ci aspettano durante questa calda e fantastica estate… non si può indietreggiare. Ma chi intende farlo??!

Come diceva Andrea Pazienza: ‘Mai tornare indietro, neanche per prendere la ricorsa’.

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