Feb
03
2017

Camminata alla croda che urla

vista-zoldo

Siamo partiti in direzione Coi in una serena e mite domenica di dicembre per una camminata autunnale.

Il clima non freddo per la stagione, ma gradevole per una bella e tranquilla gita per sentieri.

Siamo andati in direzione Zoldo Alto fino ad imboccare da Viale Dolomiti la strada che sulla destra porta a Coi.

Saliti per un po’ di tornanti e parcheggiato in un comodo spiazzo, abbiamo proseguito a piedi ancora un po’ di metri fino a giungere al centro abitato.

Abbiamo lasciato la strada e ci siamo incamminati per la salita nei prati che sovrastano il paese e abbiamo goduto del bellissimo e ampio panorama in questa limpida giornata quasi invernale.

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Siamo giunti al sentiero che conduce nel bosco e abbiamo camminato fino a “La Fornàs” dove sono presenti numerose “crode” ovvero grossi massi che si sono staccati nei tempi antichi dal Monte Pelmo e che ora popolano la zona adattandosi all’ambiente. Sono stati utilizzati anche come palestra di arrampicata.

A uno di questi grandi massi è stato dato il nome di “Croda che urla” e osservandola dal basso svetta verso l’alto con una parete verticale, dove al culmine si erge un antico larice, che sembra controllare che tutto sia in ordine.

croda_che_urla_eliana_santin_2016

Continuiamo la nostra riposante escursione ora in discesa in direzione del laghetto di Mareson, dove troviamo, sempre tra i grandi massi, una sorgente dalla quale sgorga un acqua che per la stagione non è per niente fredda.

sorgente_croda_che_urla_eliana_santin_2016

Attraversiamo un piccolo ruscello che invece è ghiacciato e dopo poco arriviamo al laghetto, un luogo incantevole, riposante e molto curato. L’estate è il posto ideale per fare un pic-nic immersi nella natura.

laghetto_mareson_eliana_santin_2016

Dopo una breve sosta continuiamo a scendere fino a ritrovarci nella strada che scende da Coi e al punto di partenza.

Passeggiata riposante e panoramica, percorribile in ogni stagione.

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2 commenti

Ciao Silvia! Croda che urla perché sembra che la sua forma verticale particolare fa sì che quando soffiano forte i venti, essi s’incrociano e producano dei suoni simili ad un urlo.
Non l’ho specificato nell’articolo benché lo so da fonti attendibili ma non certe.
Se c’è qualcuno che lo scopre ce lo faccia sapere 😉 Grazie. Io continuo la ricerca… Eliana

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