Lug
10
2015

5 sensi: suono

La Val di Zoldo: un’esperienza totale, che coinvolge tutti e 5 i sensi. Scopriamoli volta per volta, attraverso le interpretazioni dei nostri blogger. 

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Organo Merlini 1780 – Valle di Goima

Suoni. La montagna risuona. Un tuono, un gufo che bubola nel buio. Le cicale, lo scorrere dell’acqua di un torrente. Pioggia che cade, il gallo che ti sveglia alle cinque del mattino (e spesso non ne sei felice).

O ancora, voci, chiasso della gente che si saluta per la strada. Bimbi che giocano, campane che suonano, sussurri di maldicenze, scoppio di risa. Il suono della montagna è anche questo, il rumore e le musiche dei popoli che la abitano da secoli, e che secoli fa hanno deciso di fondare una comunità di persone, insediandosi in questi territori.

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Le chiese della nostra valle sono un po’ il risultato di questa decisione: ogni paese ha la sua, curata nei minimi dettagli, ricca di tesori opera di artisti straordinari. Dal più piccolo villaggio rurale, sino alla grande chiesa della Foranìa, San Floriano a Pieve di Zoldo, quello che oggi ci è rimasto non sono solo luoghi di culto, ma il simbolo di uomini e donne che hanno deciso di dare alla propria valle o al proprio nucleo d’origine qualcosa di assoluto, immortale e prezioso.

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Da sempre sentiamo narrare storie (forse alcune soltanto semplici leggende) di quanto i nostri predecessori ci tenessero a tutta la bellezza custodita in questi scrigni d’arte. Colonne scolpite fatte di legno, dipinte con le tonalità del marmo per confondere chi le voleva trafugare – è molto più complicato portare via un oggetto di marmo, essendo questo molto più pesante. O ancora, ciò che si racconta riguardo la pala del Tiziano nella chiesa di Sant’Anna a Zoppé, arrotolata e nascosta in un ceppo vuoto, per celarla al passaggio delle truppe di Napoleone I.

Racconti e documenti, che testimoniano come anche i magnifici organi delle nostre chiese siano degli oggetti pregiati fortemente voluti allora, commissionati e destinati a dare lustro e prestigio al luogo sacro. L’organo costruito da Francesco Merlini di Venezia, della chiesa di San Tiziano a Goima probabilmente fu acquistato grazie a offerte e prestiti vari. Un mio compaesano di fine Settecento riporta nel suo testamento di aver prestato mille e cento e tante lire per fabricare l’organo della mia Villa.

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La mia Villa

Suoni che in realtà sono musica, ma che se ascoltiamo meglio possono parlare di un mondo antico. Come se l’organo stesso amplificasse le mille voci che l’hanno fortemente voluto sentir suonare lì, nella propria chiesa, quella dove ogni domenica si raccoglieva tutto il paese. Suoni che si sentono ancora oggi pigiando i tasti d’avorio, se si sa ascoltare bene.

Quest’estate potrete visitare le nostre chiese con occhi (e orecchie!) nuovi, con il straordinario contributo di Andrea Marcon.

Cenni tratti da:

“Tesori d’arte nelle chiese dell’alto Bellunese” – vol. Val di Zoldo, a cura del Servizio Cultura, Provincia di Belluno, Tipografia Piave – Belluno, luglio 2005.
“La chiesa di San Tiziano di Goima”, a cura della Parrocchia di Goima, Tipografia Piave – Belluno, settembre 1990.
“Cime inviolate”, Amelia B. Edwards, Nuovi sentieri editore – Falcade, giugno  2002.

Foto dell’organo Merlini: Ezio Cordella.

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