Giu
26
2016

Sconfini

Oggi sconfino.
Sconfino e non me ne accorgo. I rifugi sono adottati da tutti, in realtà sono terra di nessuno. Da dove arrivi tu? Da Palafavera o da Listolade? Da Alleghe?

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Così lontani da avere il solletico della paura nel centro del petto. Non c’è niente qui, niente di niente grazie a dio e finalmente.

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Sono nel centro della città silenziosa, Civitas, dove la civiltà del passato è impressa come scolpita nella roccia, e quella attuale ti guarda nella tua frenesia dal bordo del precipizio.

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Poveri uomini, piccoli e agitati!

tissi-blog

Sconfino e so. Abbiamo diviso male le nostre valli, dando nomi che i gracchi non comprendono.
Il regno vero è uno solo ed è questo.

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Abbiamo costruito dappertutto, sulla croda per fare la guerra, sul mare per estrarre il petrolio, sui terrazzamenti del terreno per coltivare. Siamo arrivati anche qui e abbiamo costruito un rifugio. Eppure nessuno sembra essersene reso conto. Passo di fianco a una marmotta che se ne frega della mia presenza.

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Dovrei riscendere per ritornare tra la “civiltà” che di civile spesso ha poco. Qui ci sono solo mucche, fiori, fossili e immensi spiazzi erbosi. E spazi senza confini.

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