Dic
05
2016

San Nicolò in Val di Zoldo

Mi chiedevo sempre, ma se San Nicolò cavalca un asino e non scende dal camino come Babbo Natale, come c’arriva nel mio salotto dal momento che abito in mansarda?

Questi segreti del Natale non se li sanno proprio spiegare i bambini, ma neanche insistono particolarmente nell’indagare a riguardo. “E’ un asino volante” ti dicono, e tu ci credi. Allo stesso modo ti convinci di sentire nel sonno i campanelli che lo caratterizzano, un dolce tintinnio din-don da sempre narrato dalle tue nonne.
Sì ci potresti giurare, è realtà.

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Secondo mamma e papà verso la mezzanotte del 5 dicembre il Santo amato da tutti i piccini sale (o scende a seconda dei casi) con il suo destriero appresso nella sala più calda della casa, di solito quella dove si trova il tavolo da pranzo.
San Nicolò è infatti sempre tutto infreddolito, nel suo peregrinare da una famiglia all’altra. Si siede, beve un po’ di vino buono e prende nel suo sacco la farina gialla per fare la polenta riposta accanto al bicchiere. Anche il suo asino riceve qualcosa, sale e fieno, disposti in un piattino. Sono sempre molto stanchi, ma non possono non portare a termine il loro compito di elargire doni.

vin-san-nicolo-zoldo

I beniamini delle Feste di certo sono sempre stati estremamente poveri. San Nicolò porta a tutti i bambini buoni mandarini, noci e qualche caramella. Ai più discoli il carbone, ma non credo mai nessuno l’abbia ricevuto in realtà, tutti i bimbi sono speciali e buoni per i loro genitori e quindi per il Santo.

Oppure i piccoli possono scrivere una letterina e chiedere i giochi da sempre desiderati, sperando di ritrovarne almeno uno la mattina seguente una volta svegli. Nella canzone dei Belumat il bimbo ha addirittura più di una richiesta: scarpe per giocare a calcio, un trenino, uno schioppo e una trombetta.

Una tradizione che sembra appartenere solo ad alcune zone d’Italia e che più a nord è celebrata con le sfilate dei Krampus, i terribili e paurosi demoni incatenati che come vuole l’usanza, seguono la carrozza di San Nicolò.

In Val di Zoldo di solito San Nicolò si lascia incontrare solo dai grandi, nel chiarore notturno del focolare, ma in occasione della Festa del Patrono di Fusine si mostra finalmente anche ai più piccini. La mattina del 6 dicembre, nelle sue vesti rosse e bianche, accompagnato dal suo lungo bastone pastorale offre doni semplici ai bambini presenti, rivelandosi prima di ripartire verso la sua missione e lasciando dietro di  sé solo il suono dei campanelli.

Din, don, din, don

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