Gen
09
2016

Quelli che… la montagna

“Questo gruppo è rivolto solo a chi ama veramente la montagna. Chi vuole aderirvi deve spiegare perché”.
Questa frase (o qualcosa del genere) è apparsa su un gruppo di cui facevo parte in un noto social network, riguardava gli amanti (ma solo quelli veri a quanto pare) di una determinata montagna delle nostre zone. Un ultimatum che mi ha fatto molto ridere e molto riflettere. Chi sono quelli che amano veramente la montagna? C’è un sistema di misura di amore per il Civetta, il Pelmo, le Tre Cime, il Monte Bianco, il Cervino? C’è una tessera da riempire con dei bollini?

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Il lago del Coldai (Pic. Eva Lovat)

In effetti ci sono vari modi di portare nel cuore i nostri monti, differenti approcci con cui ci relazioniamo con loro, ma soprattutto diverse visioni di loro, spesso collegate proprio alla nostra idea della vita e al nostro carattere. Pensando agli amanti della montagna che conosco, sono riuscita a trovare 7 categorie, di pazzi appassionati, follemente innamorati delle vette e di tutto quel che ci sta intorno.
Una persona può rispecchiare più di uno di questi profili, oppure soltanto uno, dipende da gusti e situazioni.
Ve li elenco:

Quelli che… devono sapere dove sono passati.
Queste persone, in un loro sogno utopico, riempirebbero i boschi di fiocchi rossi e bandiere. Il tormentato desiderio di conoscere con esattezza da valle dove sono passati il giorno prima durante un’escursione in quota non gli dà pace, staranno giornate (o addirittura settimane!) intere a fissare il bosco stringendo gli occhi e aggrottando la fronte. Oppure, ancora meglio, impugnando un binocolo dal balcone di casa, correndo il rischio di essere scambiati per voyeur dai vicini.

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Sentiero 578 per il bivacco Grisetti: amo questo posto. Guardandolo da valle o dallo Spiz Zuel, sembra un serpentello sottile tra i barance.

Quelli che… se non trascorrono quindici giorni a millemila metri con millemila gradi sotto zero, in una tenda circondata da ghepardi delle nevi, non sono contenti.
Sono gli alpinisti, gli scalatori, gli esperti della montagna, chi la vive a 360 gradi senza paura, aperti a riceverne adrenalina ed emozioni, osando come nessuno. Sono gli stessi che la conoscono forse meglio di chiunque altro perché ci trascorrono insieme gran parte del loro tempo libero, esplorandone ogni anfratto e prendendo parte ad avventure e gioie indescrivibili.

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Come non menzionare gli atleti della Dolomiti Extreme Trail? Di Dolomiti estreme e avventurose innamoratissimi!

Quelli che… devono sapere come si chiamano le catene montuose da qui al diciannovesimo orizzonte.
Cartina alla mano, vogliono sapere sempre con esattezza dove sono rispetto alla Marmolada, quanto in alto rispetto al primo paese a valle, come si chiama quel monte laggiù. Sono gli escursionisti che raggiungono luoghi favolosi, cielo terso, prati verdi con mucche al pascolo, silenzio assoluto, ma sentono la necessità solenne di dirti “ecco siamo alla forcella del Camp”.

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Per fotuna ogni tanto si possono trovare degli “aiutini” in giro… questo è sul Fagaré!

Quelli che… nel dubbio magnano.
A questi basta la vista e l’ossigeno. E un buon piatto di casonzìei naturalmente. E’ questo amore per la montagna? Certo! E’ adorazione dei suoi sapori, della maestria della sua gente capace di creare attraverso l’ingegno prodotti unici al mondo, che rendono la vita un po’ più leggera e che donano felicità.

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Dei casonzìei o della panna di malga con mirtilli…

Quelli che… devono arrivare in cima.
Non importa che cima e quanto popolare essa sia, queste persone non si sentono veramente in montagna se non sono seduti su qualche cucuzzolo. Con un brillio negli occhi ti parlano di Cime Pramper e Coldai, di che bello fosse non avere nient’altro sopra di sé che il cielo, di essere arrivati sul punto più alto, di aver avuto il privilegio di godersi la vista migliore e di vedere le persone trasformarsi in formichine. L’importante è essere in cima!

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In cima al Monte Punta! Ed è subito amore!

Quelli che… oh guarda! Una marmotta!
Omioddio una marmotta! Uh una farfalla! Gli Spiz al tramonto, il falchetto che vola, una gàzola, la capretta, la pietruzza rosa sul sentiero! Per alcuni sono davvero una piaga codesti amanti della montagna. Averceli dietro è talvolta una tragedia perché si fermano di continuo, abbracciano alberi, traghettano insetti e annusano pigne e fiori. A queste persone non interessa trovarsi a tremila metri o a ottocento. Stai sicuro che qualcosa di bello da decantare al prossimo lo trovano. Sempre.

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Oddio un macaone! Che bello!

Quelli che… ai miei tempi.
“Non è normale che ci siano quei robi” ti dicono indicando gli aironi. Ai loro tempi non c’erano. Questi amanti della montagna sono i nostri nonni e genitori, nati qui sotto il Civetta e il Pelmo. Sanno quando nevicherà in alcuni casi molto prima dei meteorologi, conoscono luoghi nascosti e bellissimi che nessuno sa, perché sin da bambini attraversano boschi, pascoli e paesi lungo tutta la loro splendida Terra.

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I nonni dicono: se nevica e resta attaccata agli alberi ne viene ancora. Sempre stato vero!

Questi sono i montanari che ho conosciuto io… e voi? Aspetto vostre aggiunte!

Immagine di copertina: vista dal Fagaré – Eva Lovat

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5 commenti

Quelli che… ritornano in Valle sempre volentieri..per camminare, osservare, stare con i parenti, mangiare un buon gelato e respirare l’aria pura!
Spesso, come Heidi, cerco le montagne all’orizzonte quando sono in pianura e ho nostalgia della mia Valle 😀

Grazie SIlvia, ti leggerò volentieri!
Eliana

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