Mag
09
2015

La primavera e i giugno-ciondoli

Anche quest’anno la neve è scomparsa. O quasi.
Tutte le volte la stessa storia, quando sembra non volersene andare più la natura ci stupisce e si reinventa, germoglia, si risveglia. Bucaneve, crochi e farfari… i primi a comparire, si sono fatti strada tra il biancore dell’inverno.

E’ la forza delicata della primavera che non c’è della montagna. Non c’è perché talvolta non si vede, il freddo può tornare all’improvviso, e spesso anche qualche promemoria della passata stagione…

maggio2013_blog

Maggio 2013… -.-

Rondini e rondoni riempiono il cielo con le loro ali affusolate, i boschi sfoggiano il verde brillante dei faggi, le gemme morbide ripetono lo stesso incanto, la rinascita.

rondoneblog

Puoi aggirarti alla scoperta dei colori di questo nuovo inizio, l’erba non è ancora alta e puoi inoltrarti nei prati, avvicinarti in prossimità dei boschi con facilità.

fagheruol_blog

Il gorgoglio dell’acqua, il profumo della terra umida, sono tutti segnali nascosti, permettono di capire se la primavera sta arrivando o no.

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Ma forse la conferma definitiva è la luce dorata e calda del sole, al posto di quella azzurra dell’inverno lasciato alle spalle. I raggi investono i muri delle case, proiettano ombre colorate. Avrò forse addosso la giacca pesante, le mie mani possono essere ghiacciate, ma almeno ancora per poco. Le temperature a volte possono non lasciarsi convincere, ma è primavera!

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Il meno convinto però è il maggiociondolo, i rami che scivolano delicatamente lungo il tronco, qualche fogliolina verde che dondola nel vento, i fiori gialli ancora chiusi e … siamo a maggio!

In Val di Zoldo i maggiociondoli possono sbocciare paradossalmente a giugno. Sono giugno-ciondoli o luglio-ciondoli a seconda dell’annata e dell’altitudine. Non sono in ritardo, è tutta colpa della primavera inesistente della montagna!

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Un giugno-ciondolo sbocciato

I maggiociondoli zoldani si fanno attendere, lenti, spesso sul più bello può cadere una spolverata di neve fuori programma, ma subito la scrollano via e ripartono di nuovo. E’ una bella filosofia di vita questa, aspettare l’estate, camminare piano e non lasciarsi intimorire dal freddo che può tornare all’improvviso.

In fondo l’estate in Val di Zoldo è come se fosse una lunga primavera, nel rallentarsi, nel dilatarsi di quell’emozionante secondo nel quale la natura riparte ancora una volta.

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