Ago
12
2015

Ospitando macaoni in giardino

Sport a parte, io la Val di Zoldo la consiglierei a chi vuole un po’ di quiete, anche a chi è un po’ arrabbiato e vuole stare in silenzio con qualcuno che stia zitto. Ombrosi, lunatici, solitari, la montagna non fa discriminazione, accoglie tutti senza riserve.

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Se non avete un giardino questa panchina si trova sulla strada per andare a Colcerver… io ve l’ho detto…

Conoscete i macaoni? Si dà il caso che prima di sgranchire le ali (ampie, gialle e nere, al centro un corpicino un po’ peloso) siano dei bruchetti simpatici dai colori sgargianti. Si arrampicano sui gambi della ruta, nutrendosi, nella quiete dei giardini, delle piccole foglie di questa pianta officinale, non curandosi di quel che accade attorno a loro.

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Devo ancora capire a che serve la ruta… per le grappe mi dicono, ma per me va bene se se la mangiano loro…

Ogni estate sono miei ospiti, finché, in un momento non ben definito dai noi umani, non decidono di andarsene dove c’è addirittura più tranquillità che in valle, che ne so, sulla cima dello Spiz Zuel ad esempio.

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Un amichevole macaone di passaggio

La tua visione ideale di montagna potrebbe essere questa: startene in giardino, sotto il tiepido sole, ad aspettare che un macaone esca dalla sua crisalide e passi a salutarti senza dire niente. Non esiste sinonimo di pace più azzeccato, momento più bello e dolce, condividere la tua piccola oasi con chi con delicatezza cattura la tua attenzione, senza urlare, senza effetti speciali, non consapevole di essere così straordinario e appariscente.

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Sulla strada per Casera Bidoch

Il macaone se ne infischia, non lo fa per farsi notare o per farti un piacere, è nella quotidianità delle cose, la sua routine diventa per te l’attimo perfetto, o almeno un momento speciale di relax. Un fenomeno naturale e banale è il grande evento che doveva succedere per dare più sapore alla tua fuga dallo stress.

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La confusione pacifica del mio giardino…

La ricetta della felicità forse è proprio un buon libro, un buon cappello e un prato, accompagnato da qualche macaone appena uscito dal bozzolo, che non ha ancora confidenza con quelle immense ali e non sa se appoggiarsi sul tuo naso o in mezzo alle pagine che stai leggendo.

Persino ai più brontoloni scappa un sorriso, è un’emozione troppo grande che non costa nessuna fatica e che non ha prezzo! Pigri e svogliati, coltivate ruta e ospitate macaoni nel vostro giardino… oppure più semplicemente guardate le piccole, grandi cose belle di ogni giorno!

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2 commenti

Io in Zoldo ci vivo da tanti anni e so di cosa stai parlando…. o forse no. Perchè questo racconto, come tutti gli altri, sono carichi di una nota poetica che spesso a noi ” frettolosi osservatori ” sfugge. Grazie Silvia per questa dimensione che ci regali con ogni tuo scritto e che ci fa amare un po’ di più la nostra splendida valle

Grazie a te Nadia! Mi fa piacere ti sia arrivato il messaggio del mio post! E’ un po’ lo scopo del blog, dare diversi punti di vista e diverse impressioni della nostra bellissima valle! Un bacio!

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