Dic
24
2015

Indiana Jones alla ricerca della neve perduta

Sì, fare i labirinti della Moiazza ci si sente un pò come Indiana Jones e farli il 20 dicembre senza un filo di neve è come andare alla ricerca dell’Arca perduta!

Ma è anche un pò questa la filosofia che dovrebbe avere chi  ama la montagna, sempre ed in ogni suo aspetto: non c’è neve? pazienza, ci sono giornate incredibilmente soleggiate, un cielo azzurro che farebbe morir di invidia il miglior Agosto, una stabilità di tempo che chi arrampica aspetta a volte invano…insomma sarà una montagna senza neve ma rimane pur sempre una montagna da vivere e godere!!!

E noi lo facciamo partendo con comodo alla mattina verso le dieci con meta i LABIRINTI della Moiazza, e non è un nome di fantasia, sono proprio dei labirinti nella roccia che ti consentono di superare le alte bancate rocciose sopra le quali, nel meraviglioso Vant della Moiazza, aspetta silenzioso uno dei più bei bivacchi: il Grisetti. E con lui un panorama “WAW”

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La prima meta sono i ruderi delle casere di Moiazza, e per arrivarci potete scegliere di partire da loc. Le Vare o dalla ‘otada del Polo’ come la chiamano i padroni di casa, i Guoimani o chi da Guoima, una curva lungo il passo Duran (Val di Goima).

Se decidete di partire da qui sappiate che ci sono un paio di passaggi del sentiero non difficili, ma leggermente esposti che potrebbero dare fastidio a chi soffre di vertigini.

Una volta per fare i labirinti bisognava veramente essere accompagnati dall’Indiana Jones locale, trovarli era praticamente impossibile.

Dapò la casera de Moiaza se gira a destra sot a le crepe su par la baranciada e dapò se va in su a fin che se cata na murada in doe che par da no pudè pasà  e zerca fin che te cate na sfesa inte le crode e là te vade inte”

Con questa descrizione un vecchio di Goima spiegava a Piero e Renato (la mia personale guida valligiana) nei primi anni settanta come trovare il passaggio, e nonostante le indicazioni e l’essere decisamente avezzi a scovare passaggi ormai perduti nel tempo e nel disuso della montagna, Piero e Renato persero alcune ore tra barance e su e giù per trovare il passaggio.

Ora, non dico che c’è un comodo sentiero, ma una evidente traccia che con un pò di attenzione troverete poco dopo i ruderi delle casere. La traccia porta proprio ai piedi di quei fantastici paretoni gialli che sembrano insuperabili e invece … ecco la fessura:

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Si entra e increduli ci si ritrova dentro le rocce, poi un tuffo al cuore…e ora? lì sembra esserci un precipizio verso gli inferi, illusione ottica che svanisce appena ci avviciniamo al temuto orrido, due passi e si scende, un passaggio che richiede di mettere le mani sulla roccia con un pò di attenzione, e poi … e poi mamma natura fa selezione: una fessura breve, ma stretta stretta e stretta. Non da claustrofobia, è brevissima, ma per persone magre.

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Insomma una sorpresa dopo l’altra, una piccola avventura che prepara l’animo a godersi ancor più lo spettacolo di quando, fatti gli ultimi passi, si letteralmente emerge nel Vant di Moiazza.

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In realtà noi non cercavamo né l’Arca né la neve, semplicemente qualche ora di pace in un piccolo grande paradiso.

Missione compiuta 🙂

Buon Natale a tutti ….. quelli che sanno godersi la montagna, sempre!

Un consiglio? se non siete proprio abituati ad andare per “grebani” e non avete un ottimo senso dell’orientamento, non andate da soli, ma fate affidamento ad una delle nostre Guide alpine, vi garantite una giornata indimenticabile in sicurezza e senza il rischio di tornare a casa senza la vostra Arca.

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