Mag
12
2017

Alla ricerca di Totoro: il faggio di Bidoch

Quando lo vedo ho un’illuminazione: questo dev’essere l’albero di Totoro.

Per chi non conosce il film di animazione di Miyazaki, Totoro vive in Giappone, in un maestoso albero di canfora, è uno spirito della foresta, rende fertile la terra tanto da far crescere alberi altissimi nel giro di una notte, diventa vento quando vuole soffiando tra i campi di riso, va in giro con un bus speciale che solo i bambini possono vedere, una sorta di gatto-bus o bus-gatto.
Bene. Io ho sempre sognato di incontrarlo.

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[Immagine tratta dal film di animazione “Il mio vicino Totoro”, Hayao Miyazaki Studio Ghibli 1988]

Cercando tra boschi, ruscelli, pendii, rocce e sfese tra le crode, penso di aver finalmente capito dove si trova, ma concedendo solo a pochi l’onore di mostrarsi, ancora non sono riuscita a vederlo. Con l’augurio che abbiate più fortuna di me, vi indicherò la strada per raggiungere questo posto.

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Non solo Totoro ma anche alberi magici… benedetti! 

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E paludi incantate!

Innanzitutto, un luogo incantato come si deve è poco frequentato. Nessuno sa della sua esistenza. Dovete lasciare la macchina dove trovate un posticino nella valle di Goima, e da Gavaz all’altezza del ponte che porta al Bivio Scùole, scendere per una strada sterrata nel bosco. Più avanti, attraversate il ponte sul torrente facendo molta attenzione se avete bambini con voi, meglio se li tenete per mano o in braccio. Vi ricordo che è un luogo segreto e inesplorato.

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Si prosegue lungo una strada sterrata in salita, tra un tornante e l’altro il bosco si apre a tratti sulla Moiazza e sulla Valle di Goima, salendo sempre più. A un certo punto troverete un piccolo belvedere, una panchina di legno dove sedervi un attimo a guardare incantati il gruppo di case che circonda la chiesa di San Tiziano, i prati e i tabiai.

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Salite ancora (se c’è il sole meglio un cappello dove il bosco si apre), arriverete alla vecchia Casera di Bidoch. Oggi è chiusa, lascia intravedere appena appena con la sua stalla il ricordo di una vita passata tra pascoli e prati, quando ancora era operativa.

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Un po’ più su troneggia lui. L’albero di canfora? No! Siamo in Val di Zoldo, si tratta quindi di un faggio secolare, altissimo e imponente, perfetto nei lineamenti e affusolato. Il suo tronco liscio e pulito sale verso l’alto, sparpagliando foglie verdissime nel cielo.

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Il faggio secolare di Bidoch si trova a circa 1383 metri, misura 22 metri di altezza e si presume abbia 150-180 anni circa [dati tratti da “Alberi monumentali della Provincia di Belluno”, 2007 Agorà libreria editrice, Feltre]

Quante attese vicino al brent appena sottostante, aspettando che Totoro sbucasse da dietro la sua mole! Vi chiederete perché mai pretenda di incontrare uno spirito della foresta di un film di animazione giapponese in Val di Zoldo…

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[Immagine tratta dal film di animazione “Il mio vicino Totoro”, Hayao Miyazaki, Studio Ghibli 1988]

Perché la consolazione e la pace che regala la natura e il bosco è universale e palpabile dappertutto, non di meno in Dolomiti!
E se Totoro non si farà vedere… vi resterà la voglia di tornare in questo luogo meraviglioso, e il sogno di incontrarlo!

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