Mag
07
2014

Dolomiti Extreme Trail in Val di Zoldo

 53 km – dislivello in salita 3800m – dislivello in discesa 3700 m… Questa è la Dolomiti Extreme Trail , gara di corsa in montagna.


Ma la DXT non è solo gara, corsa, dislivello, fatica… è molto, molto di più!

Dietro le quinte scopro un mondo, me lo raccontano Paolo Franchi e Corrado De Rocco, corridori da sempre e organizzatori di questa meravigliosa gara insieme ad un prezioso staff (Andrea, Arcangelo, Italo, Marco, Eris e tanti tanti altri).

La prima sensazione che ho parlando con loro è di una grande passione: la corsa. Paolo mi racconta che chi corre generalmente inizia col correre su strada, poi per alcuni piano piano inizia un’evoluzione che porta ad affrontare gare diverse in ambienti diversi, come la montagna. Scopro che per loro correre è uno stile di vita, non solo per l’aspetto sportivo, ma è un modo per stare con gli amici, scegliere le gare a cui partecipare è un modo di viaggiare, di conoscere luoghi e persone.

Dolomiti Extreme Trail

Dolomiti Extreme Trail

E sono stati questi gli ingredienti che hanno fatto nascere la Dolomiti Extreme Trail come mi racconta Paolo.

Tre anni fa a maggio ho chiamato una cinquantina di amici che corrono con me in montagna in giro per il mondo, e partendo da Fusine abbiamo fatto insieme il giro che oggi è praticamente il tracciato della gara attuale. In 6 ore abbiamo fatto tutto il giro grazie anche al supporto degli amici locali come l’Arcangelo: è stata una festa.  Gli amici che venivano praticamente tutti da fuori Valle erano entusiasti del percorso, dell’ambiente …e così, con gli appassionati di sport di Valle, siamo partiti subito con l’idea di organizzare una gara che fosse per molti, soprattutto stranieri, una occasione per conoscere le nostre montagne e conoscere un percorso incredibile. (Paolo Franchi)

Ma dalle idee passare ai fatti non è sempre cosa facile e scontata.

La prima edizione della Dolomiti Extreme Trail si è corsa l’anno passato all’inizio di giugno, risultato di un lungo lavoro organizzativo iniziato mesi prima. Quando tutto è un successo, come lo è stata la prima edizione, si pensa sia stato tutto facile, ma non è mai così, e Corrado lo ricorda bene.

Ci siamo trovati ogni settimana per mesi per pensare a tutti gli aspetti organizzativi, ma la sfida più grossa è stata coinvolgere tutti, tutta la Val di Zoldo, perché eravamo consapevoli che senza la collaborazione di tutti, associazioni, gruppi sportivi, cittadini, non ce l’avremmo fatta. La risposta è stata eccezionale, circa 300 persone erano mobilitate il giorno della gara. Tra le cose più gratificanti è stato che molti compaesani ci hanno detto quanto erano contenti di fare qualcosa tutti assieme, di essere tutti d’accordo su un qualcosa. Un bel momento comunitario davvero.

Poi grande soddisfazione ce l’hanno regalata i concorrenti ringraziandoci per l’organizzazione, il percorso stupendo, la disponibilità dei volontari che anche lungo il tracciato incoraggiavano, aiutavano.
dxt

Anche un imprevisto come la grandine,  sul Monte Punta, quasi a fine gara, è stato un test superato egregiamente dal punto di vista organizzativo: siamo infatti riusciti a recuperare tutti, facendo in modo che non succedesse nulla.

La grande soddisfazione ci ha fatto partire subito con l’organizzazione della seconda edizione!

Della prima edizione di questa incredibile gara di corsa in montagna mi colpì particolarmente il taglio del traguardo insieme dei primi due atleti…una cosa inconsueta, soprattutto perché voluta dagli atleti stessi, e così voglio capire la dinamica agonistica di questo tipo di gare. In coro Corrado e Paolo mi dicono che è proprio una filosofia sportiva diversa: “… non è il runner, il maratoneta che cerca il tempo, ma è una sfida con il proprio corpo, con se stessi. Poi è un modo per vivere la montagna. Certo gli atleti, i professionisti sono più agonisti nell’affrontare la gara, cercano il record, ma, eccetto i primi, tutti gli altri (alla prima edizione erano iscritti 400 concorrenti) sono puri sportivi che cercano il proprio limite. Il tipo di gara fa sì che non si corra poi per tutto il tempo, ci si ferma, si gode dell’ambiente, si chiacchiera ai ristori…l’importante è arrivare alla fine e aver corso in natura godendo di tutte le sensazioni che questo può regalare…”

dxt 2013

E la seconda edizione?

E’ entusiasmante sentirli parlare, sentire la soddisfazione dei risultati già raggiunti, come l’iscrizione di tanti stranieri di ben 31 Nazioni diverse! Tra cui, Emilie Lecomte (F), Sonia Bracegirdle (GB), Pavel Paloncy  (Rep. Ceca), Handy Wellman (USA) e Christian Insam, Stefano Trisconi, Federica Biofava…

Circa 500 sono gli iscritti, ancora 100 posti per chiudere le iscrizioni….

E sull’onda del contagioso entusiasmo di questo incredibile team della  DXT non mi resta che invitare tutti gli sportivi amanti della natura, della corsa in montagna, della sana sfida verso se stessi a non perdersi uno dei più bei percorsi di montagna tra Pelmo e Civetta.

Vieni a lasciare anche tu il tuo segno in Val di Zoldo!

Ps. Ripensando all’ora passata in compagnia di Paolo e Corrado, al loro racconto, pensando all’esperienza dell’anno passato quando la Val di Zoldo ha ospitato 400 atleti e rispettivi familiari per la prima edizione della Dolomiti Extreme Trail, mi chiedo: lascia più il segno agli atleti vivere un’emozione come questa nelle nostre splendide Dolomiti, o segna più noi valligiani assaporare tanto entusiasmo e veder vivere in modo diverso le nostre montagne?

 

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