Feb
18
2015

Ciaspolata al Col Grant

Ciaspolata del venerdì accompagnati da Guida Alpina su un itinerario poco frequentato: Col Grant. Mi ha convinto il cielo blu, leggere che ciaspolare è uno sport “slow” e il fatto che la meta fosse un colle, il pensiero di poter sgusciare fuori dal bosco e osservare dall’alto il mare di colori disegnato dalla foschia.

mappa_blog_zoldo

Indossiamo le ciaspe nei pressi di Costa, dove parte un sentiero in salita, vicino all’area dove si trovano la Casera Daré Dof e le antiche miniere. I piedi crocchiano nella neve, bucando la leggera crosta superficiale livellata perfettamente del sottobosco, ancora intatta, dove si incastonano talvolta licheni e fronde cadute dagli alberi.

alberi innevati

D’inverno in montagna i sentieri non esistono. Niente sassi, ghiaia, fogliame ed erba alta, spesso niente tracciato. Sembra di poterti muovere come vuoi, non c’è discriminazione tra bianco che avvolge la via da percorrere e bianche dune che delimitano il profilo di un colle. Quando passi con le tue ciaspe sulle neve fresca è come se fossi sempre il primo uomo a esplorare quei luoghi. Così, per non smarrirti in quest’oceano fatto di spazi bianchi e ombre turchesi, ti basta seguire le orme fresche di chi ti accompagna e che ha familiarità del percorso, nel nostro caso la nostra Guida, Francesco Fazzi di Guide Alpine Val di Zoldo (leggi i suoi post su Immersioni con gli scarponi).

Gli abeti iniziano a diradarsi, o almeno sembrano diventare meno, appiattirsi su sé stessi sotto il peso della neve che ogni tanto si scrollano di dosso. La vista si apre sul Pelmo, si cammina un po’ sul piano, un po’ in discesa, riesco a riprendere fiato e farmi distrarre dal celeberrimo “Trono di dio”.

verso il pelmo

Scendiamo fino alla Forcella de Daré Tamai, dove ci fermiamo per una breve sosta. Francesco ci promette che in 30 minuti possiamo raggiungere la cima del Col Grant, ci fidiamo e lo seguiamo affondando le nostre ciaspe in una neve leggermente più alta. Siamo in un magnifico tratto esposto, il sole illumina le cime della MoiazzaCivetta e San Sebastiano.

zuitin

(Sopra: Civetta)

Prima del nostro passaggio, forse è passato uno scoiattolo, un capriolo, qualche arvicola. Ma la strada per noi in realtà la apre la Guida, siamo i primi a batterla dopo l’ultima nevicata. La distesa perfettamente bianca mi fa sentire combattuta tra la voglia di tuffarmi e la paura di rovinare la perfetta simmetria del manto nevoso. Francesco è di parola e in breve tempo abbiamo una splendida vista a 360 gradi sulla vallata e sulle nostre amate Dolomiti. Bianco, azzurro, indaco, l’ombra scura del bosco, i colori perlacei che rendono uniche queste montagne, ci circondano. Non si sente il rombo delle automobili, solo un incomparabile silenzio. Vediamo la catena del San Sebastiano-Tamer, poi girando in senso orario Moiazza e Civetta, Pelmo, Antelao, Bosconero e gli Spiz del Mezzodì.

cima

Ci incamminiamo sulla strada del ritorno, la Guida sceglie per noi un ritorno agevole fatto solo di discese dolci, non ci si può lamentare per la fatica, ma soltanto stare col naso per aria e godersi l’escursione. In tutta tranquillità ci ritroviamo di nuovo a Costa. Un po’ di stanchezza affiora, ma si poteva perdere una giornata così?

sentadora

Il piacere di scoprire itinerari poco conosciuti in Val di Zoldo in tutta sicurezza, accompagnati da una Guida Alpina che conosce bene il territorio. E’ proprio lo spirito di “Emozionarsi nella neve“! Vi aspettiamo alla prossima ciaspolata!

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