Mag
05
2017

Animali selvatici delle Dolomiti – parte 2

Animali delle Dolomiti seconda puntata: quali splendidi esemplari sono avvistabili sopra i 1700 metri?

Come alcuni di voi ci hanno fatto presente, non si possono dimenticare alcuni amici che ci tengono compagnia e condividono con noi il relax di trovarsi nella quiete dell’alta quota.

Sono animali estremamente delicati anche perché per niente o poco abituati agli esseri umani e al loro chiasso, per questo richiedono se possibile ancora un occhio di riguardo in più. Guardiamoli ma non disturbiamoli!

La marmotta

Coraggiosa e a volte imperturbabile la marmotta è un po’ la regina della montagna. Animale diurno, è stata in grado di adattarsi anche ad ambienti estremi, dai 2000 ai 3000 metri d’altitudine. Come avrete notato se siete stati in montagna, la marmotta è altamente sociale, non è solitaria. Lo si può capire anche dai fischi delle sentinelle volti a difendere e proteggere la loro colonia dai predatori (o, a volte, dai rompiscatole come noi).

Ecco il video diventato virale di una marmotta sulle Alpi francesi. 

Si possono vedere facilmente solo da tarda primavera a fine autunno, tra le varie aree da loro preferite, quella del rifugio Coldai. D’inverno rimangono nel calduccio delle loro tane, godendosi il meritato letargo.

Il gracchio alpino

In dialetto zoldano agazon, il gracchio è forse uno dei più spericolati abitanti delle nostre montagne. Vola beffandosi di noi bipedi terrestri ad altitudini spesso inospitali, sopra precipizi vertiginosi, pur non avendo un’apertura alare massiccia da giustificare tanta spregiudicatezza.

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Gruppetto di gracchi presso il rifugio Tissi

Sono ben visibili sul Civetta, al lago Coldai, ma anche verso il rifugio Tissi, dove amano appollaiarsi sul precipizio di roccia che dà su Alleghe.

Il camoscio

Bellissimo e fiero scalatore delle Dolomiti, l’inventore forse di tanti sentieri. Sinonimo di agilità ed eleganza, perché, nonostante la sua mole che può inizialmente sembrare tozza, si muove con grazia raggiungendo luoghi che non avresti mai pensato raggiungibili. Ciò è possibile anche grazie a un cuore d’acciaio e all’anatomia dei suoi zoccoli, adatti a sopportare i grandi sforzi, come risalire un ghiaione o la roccia.

camoscio

Il muso sembra quello di una capretta domestica ma il suo mantello bruno è inconfondibile. D’estate dopo la muta diventa più chiaro, prendendo sfumature rossastre e dorate. Tra i tanti posti dove si possono scorgere, l’area del rifugio Sora ‘l Sass, nel Gruppo del Mezzodì.

E voi, In quale delle vostre escursioni nella Val di Zoldo o in Dolomiti avete visto uno di questi bellissimi animali?

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